grandi labbraTra  i 40 ed i 50 anni l’apparato genitale femminile si modifica per la carenza di estrogeni che progressivamente si riducono fino a scomparire. La riduzione di questi ormoni determina la comparsa di una cute vulvare meno elastica, mucose vaginali sottili, secche e fragili; questo quadro spesso si accompagna a  dispareunia o dolore durante il rapporto sessuale e prurito idiopatico.

Il filler vulvare consente di:

  • migliorare i sintomi correlati all’ipotrofia cutanea e mucosa
  • migliorare l’aspetto dell’area vulvare ridando turgore alle grandi e piccole labbra, correggendo  le  cicatrici atrofiche e/o depresse post-cesareo e post-episiotomia.

Il filler vulvare è costituito da gel a base di acido jaluronico avente una densità specificatamente modulata per il trattamento dell’area genitale. Sono disponibili due tipi di gel, il primo indicato per obiettivi funzionali il secondo per finalità estetiche.

Per l’area genitale femminile vengono utilizzati solo filler riassorbibili. A tutt’oggi non esiste un prodotto iniettabile definitivo scevro da potenziali rischi di complicazioni irreparabili. Tali sostanze persistono definitivamente nei tessuti come corpi estranei e le conseguenze a lungo termine non sono ancora completamente note. Tali sostanze NON sono approvate per l’utilizzo in area Vulvare.

Esecuzione

  • Anestesia: nessuna o locale
  • Durata: da 10 a 30 minuti
  • Procedura:
  • finalità funzionale: il gel viene infiltrato nella mucosa dell’introito vaginale  con una tecnica a piccoli pomfi e, se necessario, su tutta l’area vulvare allo scopo di idratare l’area e migliorare il trofismo della mucosa e della cute. Vengono effettuati 3 trattamenti distanziati di circa due mesi. Il ciclo di trattamenti vine ripetuto alla ricomparsa dei sintomi generalmente 6-12 mesi dopo l’ultima infiltrazione.
  • finalità estetica: il gel viene infiltrato con ago o con cannula in sede sottocutanea, in base al grado della riduzione volumetrica iniziale del grande labbro o della gravità della depressione cicatriziale dell’area da trattare. Il migliore risultato  si ottiene dopo un numero di infiltrazioni variabile da 2 a 4.

Periodo post-trattamento

  • per 3-10 giorni evitare i rapporti sessuali
  • per 7 giorni evitare qualsiasi attività che induca pressione sulla zona trattata (ciclismo, equitazione, ecc.) ed indossare indumenti che costringano l’area trattata;
  • per 10 giorni evitare luoghi affollati e/o umidi (piscine, palestre, bagni turchi, idromassaggio, ecc,);
  • per 15 giorni evitare di depilare l’area trattata o di utilizzare farmaci o cosmetici

Possibili complicazioni

Dopo il trattamento è normale un modesto gonfiore che si riduce in 4-6 ore. In alcuni casi può verificarsi edema dell’area genitale per qualche giorno.

Ecchimosi o piccoli lividi possono essere causati dalla rottura di qualche piccola vena della pelle.

Risultati e loro durata

L’acido ialuronico idrata il tessuto, migliora l’elasticità della zona e, soprattutto, restituisce alle parti intime il volume perduto. La durata dell’effetto correttivo – sia esso estetico o funzionale – varia da 6 ai 12 mesi, dipendentemente dalle caratteristiche chimiche del prodotto utilizzato, dalle condizioni iniziali dell’area trattata, dal tipo di cute e dallo stile di vita della paziente.

Procedure alternative

Una procedura alternativa al filler vulvare è rappresentata dal lipofilling o autolipotraianto che consiste nel prelievo di tessuto adiposo con cannule sottili da diverse zone corporee (addome, natiche, fianchi) e successivo reimpianto del tessuto purificato nelle grandi labbra, nel monte di venere, al di sotto delle cicatrici da parto cesareo o da episiotomia. Il vantaggio del lipofilling rispetto ai filler risiede nella durata del risultato; il tessuto impiantato in parte viene riassorbito, ma la parte che resta, permane per anni, garantendo una correzione naturale, efficace e quasi permanente. Lo svantaggio del lipofilling risiede  nella maggior complessità dell’intervento.