risultato della mentoplasticamentoplasticaL’intervento di mentoplastica additiva consente di migliorare la forma del mento qualora sia piccolo ed arretrato. Consiste nell’inserimento di un’apposita protesi davanti all’osso mandibolare al fine di aumentare la proiezione e, ove necessario, le proporzioni del mento.

La procedura è indicata qualora non venga accettata l’eventuale scelta alternativa di un intervento maxillo-facciale sull’osso mandibolare.

Esecuzione

  • Anestesia. Locale o locale con sedazione.
  • Durata. 1 ora.
  • Procedura.
    • Incisione della lunghezza di 3-4 cm a livello del solco sottomentoniero o del fornice gengivale (incisione trasversale all’interno del labbro inferiore).mentoplastica inserimento protesi
    • Inserimento e posizionamento della protesi.

Le protesi mentoniere maggiormente utilizzate sono costituite da elastomero di silicone. La scelta del tipo di protesi (forma, volume) dipende dalla conformazione anatomica del paziente e, entro certi limiti, dalle sue preferenze, al fine di ottenere un risultato armonico.

Preparazione

  • 2 settimane prima: sospendere assunzione di medicinali contenenti acido acetilsalicilico (es. Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Carin, Cemirit, Vivin C, etc.) o Vitamina E

Periodo postoperatorio

  • Dolore in corrispondenza della zona mentoniera per i primi giorni.
  • Dopo 10 giorni: asportazione dei punti di sutura

Possibili complicazioni

  • Ematoma: può insorgere nelle prime 12-24 ore dopo l’intervento; può richiedere la riapertura della ferita chirurgica per eliminare i coaguli.
  • Infezioni: sono rare e generalmente dominabili con gli antibiotici.
  • Retrazione della capsula periprotesica: si tratta di una reazione eccessiva dei tessuti alla presenza della protesi che determina l’ispessimento e la contrazione della membrana connettivale che l’organismo crea attorno alla protesi. Si verifica in una modesta percentuale di casi, in genere due-sei mesi dopo l’intervento, raramente anche a distanza di anni; può indurre una fastidiosa sensazione di tensione dolorosa e talora un’alterazione della forma del mento. Potrà in alcuni casi essere dovuta allo spostamento laterale o verso l’alto della protesi (dislocazione). Qualora la retrazione della capsula peri-protesica sia di grado marcato, può essere opportuno eseguire un intervento correttivo consistente nella sua incisione o asportazione.
  • Estrusione della protesi: in rari casi può verificarsi la fuoriuscita della protesi dalla pelle o dalla parte interna del labbro; tale evenienza è preceduta da un’infiammazione persistente che spesso suggerisce la rimozione della protesi prima della sua fuoriuscita.
  • Alterazione della sensibilità di metà o di tutto il labbro inferiore: si verifica raramente; può durare anche diversi mesi, eccezionalmente è permanente.

Le cicatrici cutanee residuate all’intervento sono generalmente poco visibili, anche perché situate in una piega naturale (solco sottomentoniero) o all’interno della bocca.

  • Cicatrici ipertrofiche (arrossate e rilevate) che possono imprevedibilmente svilupparsi in pazienti con una eccessiva reattività cutanea o in caso di infezione della ferita andranno trattate con specifiche pomate ed eventualmente con infiltrazioni di cortisone.
  • Cicatrici inestetiche e di cattiva qualità possono essere corrette con un intervento in anestesia locale dopo aver atteso un congruo periodo di tempo (8-12 mesi dall’intervento).

Risultati e loro durata

L’effetto migliorativo della mentoplastica additiva risulta immediatamente apprezzabile al chirurgo già durante l’intervento. Il gonfiore successivo non rende peraltro valutabile il risultato dell’intervento per circa due mesi.

Il risultato è permanente.

foto prima dopo