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protesi mammarie fig.1

protesi mammarie fig.2

protesi mammarie fig.3

Caratteristiche delle protesi mammarie

Indipendentemente dalle dimensioni e dalla forma, le protesi mammarie sono formate da un involucro (di silicone o di poliuretano) che può contenere, in alternativa, gel di silicone o soluzione fisiologica. Le protesi contenenti gel di silicone conferiscono le caratteristiche di consistenza, morbidezza e mobilità più simili a quelle tipiche della mammella. Sono quelle fino ad oggi maggiormente usate (milioni di donne ne sono portatrici) e di cui, grazie ad un’esperienza clinica più che ventennale, sono meglio conosciuti i risultati clinici a distanza, con riferimento sia ai risultati estetici, sia alle possibili complicanze o effetti indesiderati. Il loro utilizzo è stato riammesso anche negli Stati Uniti d’America, dove erano state bandite in quanto sospettate di provocare malattie neoplastiche ed autoimmunitarie e di mascherare la presenza di eventuali tumori della mammella in corso di mammografia. Studi allargati a grandi numeri di donne portatrici di protesi contenenti gel di silicone hanno potuto dimostrare l’infondatezza di tali sospetti. In particolare, le eventuali difficoltà diagnostiche incontrate in corso di mammografia, qualora la protesi sia stata inserita in sede retroghiandolare, possono essere superate da un radiologo esperto mediante particolari manovre e proiezioni aggiuntive oltre che, laddove ritenuto opportuno, mediante un’eventuale Risonanza Magnetica Nucleare. L’impianto di una protesi contenente gel di silicone dietro il muscolo pettorale difficilmente riduce le possibilità diagnostiche; ciò può comunque avvenire nei casi in cui vengano utilizzate protesi di grande volume in donne dotate di ghiandole mammarie di piccole dimensioni. Per quanto riguarda la sicurezza del silicone (i cui elementi fondamentali sono il silicio e l’ossigeno), è bene ricordare che è il costituente di numerosi prodotti utilizzati in medicina (cateteri, rivestimenti di “pace makers”, sonde, etc) ed è contenuto nell’acqua che beviamo. La messa al bando negli USA delle protesi contenenti gel di silicone aveva stimolato la ricerca tecnologica di mezzi di riempimento alternativi, quali le protesi contenenti soluzione fisiologica (acqua e sale); esse hanno però lo svantaggio di una consistenza meno naturale di quelle contenenti gel di silicone e di provocare in taluni casi un rumore di “sciabordio”, dovuto ai movimenti del liquido in esse contenuto. Oltre che per il materiale di cui sono costituite, le protesi mammarie possono essere scelte in base alle loro dimensioni, forma e consistenza del gel di silicone in esse contenuto (più o meno morbido). Per quanto riguarda le dimensioni, la scelta dipende entro certi limiti dalle preferenze della paziente. Dovranno infatti essere rispettate alcune regole di equilibrio armonico: una protesi di grandi dimensioni non si adatta al torace sottile di una donna piccola e magra. Per quanto riguarda la forma, esistono protesi tradizionali - che hanno una forma grossolanamente emisferica, con base circolare - e protesi “anatomiche”, che riproducono la forma “a goccia” del profilo naturale delle mammelle. Ciascun tipo di protesi, a parità di altezza (“height” nel prospetto) può avere una proiezione (cioè un profilo – “ projection” nel prospetto) di altezza variabile, tale da conferire alle nuove mammelle una sporgenza anteriore più o meno accentuata.

prospetto delle caratteristiche delle protesi

In sintesi, la scelta della protesi più adatta da utilizzare dipende fondamentalmente dalle dimensioni del torace della paziente, ma è possibile modulare il risultato ottenibile scegliendo, per ogni determinato volume (protesi più o meno piccola), la forma anatomica piuttosto che quella rotonda, la proiezione anteriore (più o meno accentuata) ed infine la consistenza (più o meno morbida).


Prof. Luca Siliprandi - Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Clinica Cittàgiardino - Via Piccoli 6 - Padova
Tel. 049 8911049 - e-mail: segreteria@clinicacittagiardino.it

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