La chirurgia della mano rappresenta una branca importante della chirurgia plastica e comprende:
- la traumatologia d’urgenza: reimpianto microchirurgico di segmenti amputati, chirurgia della mano ustionata
- la chirurgia elettiva: chirurgia delle malattie della mano.
Le malattie della mano più frequentemente trattate chirurgicamente
Il morbo di Dupuytren
Consiste nell’ispessimento e nella retrazione di una fascia presente sotto la pelle del palmo della mano e dei suoi prolungamenti digitali.
Più frequente nei maschi, si manifesta inizialmente con la presenza di un nodulo sottocutaneo del palmo e progredisce con l’indurimento dei tessuti circostanti.
Nell’arco di mesi o di alcuni anni può provocare la progressiva flessione, obbligata e permanente, delle dita (in genere del mignolo e/o dell’anulare). Tale condizione limita od impedisce l’utilizzo della mano ed è per questo consigliabile intervenire nelle fasi precoci.
Esecuzione
Anestesia: loco-regionale (“anestesia plessica”, eseguibile mediante iniezione di anestetico nel cavo ascellare)
- Durata: da 1 a 2 ore
- Procedura: incisioni del palmo della mano e asportazione più o meno estesa della fascia palmare retratta e delle corde fibrose che si prolungano verso le dita
Periodo postoperatorio
La convalescenza richiede il mantenimento di una fasciatura della mano e la sua posizione elevata per circa dieci giorni.
Possibili complicazioni
perdita della sensibilità di un polpastrello
Risultati
Nei casi meno gravi è generalmente possibile perseguire la completa estensione delle dita; in quelli più gravi ed inveterati può permanere un certo grado di flessione obbligata.
La sindrome del tunnel carpale
La sindrome del tunnel carpale consiste nella compressione del nervo mediano all’interno di un tunnel del polso (“tunnel carpale”), dove esso transita insieme ai tendini flessori delle dita. Il rigonfiamento delle guaine di questi tendini, talora dovuto a malattie reumatologiche, è responsabile della compressione del nervo mediano. Più frequente nelle femmine, si manifesta inizialmente con fastidiosi formicolii, più intensi durante la notte, caratteristicamente localizzati al pollice, all’indice ed al dito medio di una o entrambe le mani. Col passare del tempo si trasformano in dolori, con progressiva diminuzione della sensibilità e della forza delle dita. Nei casi più avanzati può verificarsi la perdita della presa degli oggetti. Nel caso in cui la terapia medica antinfiammatoria non consenta la regressione dei sintomi e dopo l’esecuzione di un’elettromiografia (esame che consente di valutare la funzionalità del nervo mediano e di emettere una diagnosi certa), è indicato procedere all’intervento chirurgico.
Esecuzione
Anestesia: locale al polso o loco-regionale (“anestesia plessica”, eseguibile mediante iniezione di anestetico nel cavo ascellare)
- Durata: circa mezz’ora
- Procedura:
- incisione a livello della piega del polso
- recisione del ligamento trasverso del carpo con apertura del tunnel carpale e liberazione dalla compressione del nervo mediano
- sutura dell’incisione cutanea con eventuale applicazione di drenaggio
Periodo postoperatorio
La convalescenza comporta il mantenimento di una fasciatura della mano e del polso per dieci giorni e posizione elevata per 4-5 giorni.
Risultati
I sintomi regrediscono immediatamente dopo l’intervento. Possono persistere per alcune settimane dolori nelle sede dell’intervento.
Le cisti tendinee
Le cisti tendinee (o gangli) consistono in dilatazioni di guaine tendinee o della membrana che ricopre le articolazioni (membrana sinoviale). Si presentano al polso o al dorso della mano sotto forma di tumefazioni dolenti alla pressione, di consistenza duro-elastica. Contengono un liquido trasparente e vischioso (liquido sinoviale). Non comportano alcun rischio funzionale, ma solo fastidio, impaccio in alcuni movimenti ed il disturbo dovuto all’inestetismo. La loro puntura consente di evacuarne il contenuto, ma non consente di eradicarle.
L’asportazione chirurgica può essere eseguita in mezz’ora in anestesia locale e deve mirare alla rimozione di tutta la parete della cisti. In alcuni casi è possibile la recidiva.
Il dito a scatto
Il “dito a scatto” consiste nel blocco del movimento di flessione di un dito della mano, che viene superato mediante uno sforzo della flessione, oppure aiutando la flessione del dito con la mano opposta, producendosi uno scatto facilmente avvertibile. Tale condizione si verifica a causa della formazione di un nodulo a carico di un tendine flessore, a livello del palmo della mano, che ne limita o impedisce lo scorrimento all’interno della sua guaina.
Esecuzione
- Anestesia: locale
- Durata: circa 20 minuti
- Procedura: asportazione di un piccolo ispessimento della guaina tendinea (puleggia) in modo da ripristinare lo scorrimento del tendine.
Periodo postoperatorio
La convalescenza richiede il mantenimento in posizione elevata della mano per 3-4- giorni con una fasciatura.
Foto prima e dopo interventi di chirurgia alla mano



